Due parole su di me e sulla mia formazione 

Chi sono

Fiorentina di nascita e livornese di adozione. Amo il mare, la natura e l'arte in tutte le sue espressioni. Il mio motto Carpe Diem, perché c'è sempre tempo per rimediare agli errori, ma mai per piangere sui rimpianti.
Laureata in Psicologia clinica all’Università di Firenze nel 2010.
Nel 2012 presso il centro CO.ME.TE. di terapia familiare di Empoli, ottengo la qualifica di “Consulente Tecnico e Perito Psicologico”(CTP). A dicembre 2016 mi diplomo in psicoterapia Gestalt presso l’Istituto Gestalt di Firenze. Da diversi anni lavoro nelle scuole con bambini e adolescenti, con disabilità e/o difficoltà di apprendimento. Nei gruppi classe realizzo progetti di danza, di teatro, di arte e musica, la cui finalità è generalmente quella, tramite il sostegno artistico, di facilitare i bambini e ragazzi a relazionarsi con l’altro, che sia il coetaneo o l’insegnante, e per permettere così l’accettazione, la comunicazione e il sostegno reciproco. Dal 2013 ad oggi, grazie al lavoro personale e professionale intrapreso alla scuola di Psicoterapia Gestalt, unisco le mie passioni, il teatro e la danza, che coltivo fin a piccola, alle mie competenze psicologiche. Sostengo infatti, che qualsiasi strumento artistico è un mezzo potentissimo per facilitare l’espressione personale e per aiutare a lavorare su di sé in senso psicoterapico, a qualsiasi età. Da luglio 2020 lavoro alla Scuola Normale Superiore di Pisa allo sportello di ascolto psicologico.


Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana con numero 6680.
P.IVA 01806980494



Il mio approccio

La Psicoterapia della Gestalt  rivolge l’attenzione all’esperienza personale, perché la conoscenza del mondo, che avviene attraverso la percezione, è soggettiva e limitata nel qui e ora.  Dà spazio al come accadono certe cose in noi, piuttosto che al perché. L'intervento è teso all'accrescimento delle potenzialità insite in ciascuno di noi all'interno di una visione olistica in cui la persona viene considerata nella sua globalità. Il corpo è luogo, e nello stesso tempo, lo strumento della percezione. Grande attenzione nel corso del lavoro viene data al corpo ed ai segnali che ci trasmette, siano anche sintomi, alla postura che assumiamo, alla respirazione e all'intersecazione che si crea tra emozioni, sensazioni fisiche e pensieri.  In Gestalt il lavoro è volto a diventare maggiormente consapevoli di ciò che sentiamo, vogliamo e facciamo. Essere consapevoli significa accettare ciò che siamo senza giudicarci. Poiché la Gestalt non ricerca una realtà concettuale, ma la realtà della persona, ciò che appare alla sua percezione, il terapeuta si interessa di cosa l’altro sente, piuttosto che di quello pensa. L’incontro nella psicoterapia sarà sempre un incontro tra due soggetti di pari dignità, ognuno portatore della sua realtà e del suo modo di percepire, e andrà nella direzione di costituire una realtà intersoggettiva, che comprenda e rispetti le differenze di entrambi.  Per incontrare l’altro è necessario poter vedere con i suoi occhi, per questo il terapeuta non rimane fuori dal mondo dell’altro, ma si cala nel suo paesaggio e ne diventa attore consapevole, pur mantenendo la propria individualità. Il lavoro della psicoterapia andrà dunque nella direzione, non tanto di cambiare se stessi, quanto di diventare sempre più se stessi.